Valentino Filippetti candidato alle Regionali in Umbria per “Sinistra, Civica, Verde”

Tag

, , , ,

“Mi è stato proposto e ho accettato di candidarmi alle prossime elezioni regionali nella lista ‘Sinistra, Civica, Verde‘ che sostiene Vincenzo Bianconi come candidato Presidente della Regione Umbria“. A dirlo è il sindaco di Parrano, Valentino Filippetti, classe 1956, che ha ricoperto vari incarichi politici e amministrativi tra cui il segretario del PCI ad Orvieto. Attualmente ha dato vita insieme ad altri all’Associazione “Patria e Costituzione“.

“E’ una scelta – spiega – lungo un percorso che mi ha visto sempre schierato con le forze progressiste della Regione e che ci vede oggi impegnati nel rigenerare un modello politico e sociale che è stato intaccato da episodi gravi ma che mantiene intatto il suo valore nel voler offrire a tutti pari opportunità, tutelare e valorizzare il nostro territorio, valorizzare le migliori esperienze nel mondo del lavoro e dell’impresa.

Ho aderito con convinzione alle proposte avanzate da Bianconi e al programma della lista ‘Sinistra, Civica, Verde‘ che vede finalmente insieme le principali esperienze del mondo progressista e dell’impegno civico. Il mio contributo in campagna elettorale si concentrerà su alcuni punti che sono i seguenti:

Continua a leggere

Il ruolo dei sistemi digitali per condizionare le elezioni – di Valentino Filippetti

Tag

, , ,

Proprio in apertura del suo nuovo libro (Algoritmi di libertà, Donzelli editore), Michele Mezza, giornalista e docente alla Federico II di Napoli che da anni lavora proprio attorno all’idea di un negoziato sociale della potenza di calcolo, ci dice addirittura che la consultazione del 4 marzo 2018 sarà sicuramente l’ultima in cui hanno avuto rilevanza anche gli esseri umani. Cosa che ancora non riusciamo a capire e a quantificare, per altro.

Del resto lo scenario che ci circonda non lascia certo spazio alla fantasia. Continua a leggere

Stefano Fassina, l’analisi sul voto delle politiche del 4 marzo 2018

Tag

,

Sinistra anno zero. La disfatta storica delle sinistre il 4 Marzo, prima che elettorale, è culturale. Lo ha spiegato coraggiosamente Gianpasquale Santomassimo qui domenica scorsa: “Assistiamo anche in Italia all’inabissamento della sinistra liberal che era stata a lungo egemone con la sua visione del mondo. La stessa cosiddetta «sinistra radicale» era stata null’altro che l’ala estrema di questa ideologia diffusa, sensibilissima alle tematiche dei diritti civili e delle battaglie «umanitarie», di fatto inerte sul terreno dei diritti sociali. E anche complice della costruzione del mito europeista, che è sullo sfondo il grande sconfitto di questa consultazione. Parte integrante dell’establishment europeista il Pd, molto spesso ascari della «più Europa» i suoi critici di sinistra.” Continua a leggere

Habermas: il populismo cresce perché la sinistra non lotta più contro le diseguaglianze

Tag

, ,

 

da http://www.globalist.it

La riflessione del filosofo tedesco: occorre dare una forma socialmente accettabile alla globalizzazione economica

Parole che andrebbero ascoltate e sulle quali meditare: “Come è stato possibile giungere a una situazione nella quale il populismo di destra sottrae alla sinistra i suoi stessi temi?”. Un interrogativo posto dal filosofo tedesco Jurgen Habermas, in un’intervista a MicroMega: “Solo una marginalizzazione tematica potrebbe togliere l’acqua al mulino del populismo di destra”. “Ci si deve chiedere perché i partiti di sinistra non vogliano porsi alla guida di una lotta decisa contro la disuguaglianza sociale, che faccia leva su forme di coordinamento internazionale capaci di addomesticare i mercati non regolati”, ha affermato Habermas, secondo il quale “l’unica alternativa ragionevole” allo status quo del “capitalismo finanziario selvaggio” e al nazionalismo “è una cooperazione sovranazionale capace di dare una forma politica socialmente accettabile alla globalizzazione economica. L’Unione europea una volta mirava a questo, l’Unione politica europea potrebbe ancora esserlo”.
“I partiti che riservano attenzione al populismo di destra, piuttosto che disprezzarlo, non possono aspettarsi poi che sia la società civile a mettere al bando slogan e violenze di destra”, afferma. Nella sua analisi, si sofferma su quello che definisce “l’egomane Trump”, che “con la sua disastrosa campagna elettorale” ha portato alle estreme conseguenze “una polarizzazione che i repubblicani, a tavolino e in modo sempre più sfacciato, hanno alimentato fin dagli anni Novanta; lo ha fatto però in una forma tale da far sì che questo stesso movimento alla fine sfuggisse totalmente di mano al Grand Old Party, che è pur sempre il partito di Abraham Lincoln. Questa mobilitazione del risentimento ha espresso anche le tensioni sociali che attraversano una superpotenza politicamente ed economicamente in declino”.