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Ormai è chiaro a tutti che la politica del tirare a campare portata avanti dalla giunta Concina al Comune d’Orvieto oltre ad essere inutile è dannosa.

Si sono persi quasi due anni e la situazione del bilancio comunale da grave è diventata drammatica. Non si può affermare che nessuno aveva avvertito. Senza andare lontano basta ricordarsi cosa affermava Loriana Stella in campagna elettorale, quando diceva che la situazione lasciata dalla giunta Mocio era pesante e che sarebbero stati necessari interventi draconiani sul bilancio.

Come non si può dire che il gruppo consiliare del PD guidato da Germani non sia stato disponibile a sostenere un vero e proprio piano strategico per risanare il bilancio e rilanciare la città.

Nonostante questo Concina e la sua giunta hanno vivacchiato sperando nell’aiuto del Governo Centrale e contando sul fatto che parte dell’opposizione lo sosteneva, prima in modo occulto e poi palese.

In sostanza il Sindaco è rimasto vittima dei suoi stessi pregi. La lunga attività nel campo delle pubbliche relazioni e dell’attività di lobbie lo devono aver convinto che bastano le parole per ottenere dei risultati. La realtà però è molto diversa ed in politica oltre alle parole ci vogliono anche le idee ed i fatti.

Ora la manovra di bilancio varata recentemente in giunta dimostra che non ci sono idee, ma solo i conticini di un ragionieretto di quartordine.

Molto probabilmente l’impianto di bilancio non regge contabilmente, come del resto i precedenti. Ma la pericolosità è nell’idea della città che prefigura, dove si abbandona qualsiasi speranza nel cambiamento, si colpisce in modo mortale l’attività trainante del turismo e si scarica sui piu’ deboli il deficit di bilancio. L’insieme delle misure prese accentueranno ulteriormente la difficoltà d’accesso al centro storico della città. Se a questo si assomma all’aumento significativo di tutte le tasse, la vita degli operatori economici diventerà difficilissima se non impossibile. Infatti i cartelli di chiusure si moltiplicano.

Se si va avanti così per altri tre anni Orvieto veramente seguirà Civita.

A queste critiche la destra risponde chiamando in causa le amministrazioni precedenti, addirittura gli ultimi 60 anni. Argomentazioni poco credibili poichè non si è fatto niente da parte della giunta Concina per accertare eventuali responsabilità. Anzi sono stati fatti propri tutti gli atti dell’amministrazione precedente, soprattutto quelle in materia di bilancio.

E’ evidente allora che questa giunta e questo consiglio non sono in grado di affrontare i problemi aperti. Vuoi per l’incapacità politica del Sindaco di misurarsi con questioni così complesse, vuoi per il patto che unisce maggioranza e parte dell’opposizione fin dalle elezioni, non si prendono le misure necessarie.

Bisogna voltare pagina. La giunta Concina deve dimettersi per cedere la gestione del Bilancio ad un Commissario. Le tante esperienze fatte in giro per l’Italia, a cominciare da Bologna sono molto positive. Questo permetterebbe di affrontare seriamente e con competenza le questioni tecnico-amministrative e costringerebbe le forze politiche ad uscire allo scoperto per dire come e con chi rilanciare la nostra città.

Ormai c’è la consapevolezza diffusa che, dopo gli anni del maggioritario, dopo l’esperienza disastrosa della “giunta degli uomini e delle donne”, la sinistra debba tornare a giocare un ruolo fondamentale nel governo della città.

La sinistra ed il vasto mondo che rappresenta, fatto del lavoro in tutte le sue componenti.

I sindaci podestà hanno fatto il loro corso ( e tanti danni). Allisciando il pelo a corporazioni e rendità ci ha consegnato una città piu’ povera e compromessa dal punto di vista urbanistico ed ambientale. La modernità a senso unico ha prodotto il regno dell’incompetenza.

Una pseudo borghesia stracciona ci ha regalato, notai evasori, falsi ingegneri, revisori infedeli, medici truffatori e preti vandeiani e cospiratori perciò è giunto il momento di tornare ai fondamentali.

Ed i fondamentali sono persona, lavoro, democrazia : i valori della sinistra. Lasciamo ad altri il diletto di “recuperare” Frizza e gli altri transfughi del centro sinistra. Di loro non rimarrà sicuramente traccia.

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